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Acqua

Dal 3 al 15 Novembre 2020 a Rimini prima edizione digitale di Ecomondo The Green Technology Expo

La 24a edizione di Ecomondo si svolgerà dal 3 al 15 novembre 2020 .

L’edizione 2020 si svolgerà in modalità totalmente digitale e comprenderà

Due settimane di incontri , networking e seminari  dove la community  potrà stringere relazioni globali all’interno di una piattaforma digitale.

Un’occasione  per superare le barriere fisiche, consentendo l’incontro anche se virtuale e la relazione che l’attuale situazione non rende oggi possibile.

Come visitatore virtuale si potrà accedere alla piattaforma digitale dal 29 ottobre  e si potrà iniziare a visualizzare i profili degli espositori per organizzare l’agenda di attività.
Da martedì 3 Novembre si potranno  effettuare gli incontri  e partecipare a tutti gli eventi presenti nel palinsesto fino alle 23:59 del  15 novembre.

Per accedere alla piattaforma digitale si dovrà effettuare l’iscrizione all’area riservata visitatore.

Ogni anno Ecomondo ospita le maggiori aziende dei più rilevanti settori legati alle energie pulite e in particolare al mondo del riciclo e dei rifiuti, con la presentazione delle ultime e innovative tecnologie della parte che comprenderà Green Economy che proporrà un’analisi e un aggiornamento sui temi economici e normativi più attuali e cruciali.

I maggiori esperti internazionali del settore sono al lavoro insieme al team di Ecomondo per creare un insieme di appuntamenti digitali e non , in cui  si presenteranno le novità, si discuterà sulle tematiche più attuali,  scenari, normative e molto altro.

 

I temi più importanti, legati al settore green and circular economy saranno:

  • Transizione economica;
  • Come cambierà l’European Green Deal alla luce della pandemia;
  • Rifiuti sanitari: gestione, rischio associato, riciclo;
  • Architettura e natura: bioedilizia, bioeconomia forestale, eco-design;
  • La Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) in Italia e in Europa;
  • Gestione rifiuti alla luce del recepimento direttive EU;
  • Acqua, infrastrutture ed industria;
  • La filiera della plastica nella gestione dei rifiuti urbani;
  • Programma Life: innovazione nei settori dell’economia verde e circolare;
  • Produttività e salute del suolo.

Quest’anno, inoltre, Ecomondo ha collaborato con l’Associazione Treedom, che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online e ha già dato vita ad una foresta di 100 alberi per aiutare a riassorbire l’emissione di Co2, migliorando il microclima grazie alla purificazione dell’aria attraverso gli alberi.

Sarà presente ad Ecomondo Gruppo CAP, per presentare i progetti e le sperimentazioni più recenti e per rendere trasparenti e tangibili i risultati che si possono raggiungere in termini di innovazione per la tutela dell’ambiente.

Lo stand presenterà un insieme di progetti e sperimentazioni raccolte sotto l’hashtag #waterevolution, che ci parla di come l’acqua cambierà le nostre vite.

Mercoledì 7 novembre alle 13.30 in piazza delle Utilities, ci sarà una lunch conference sull’innovazione al servizio dell’ambiente, esperienze di simbiosi industriale, sinergie e incubazione.

Un incontro organizzato in collaborazione con +Community per raccontare nascita ed utilizzo di sinergia, valorizzando spazi, competenze, prodotti e scarti che, nella simbiosi fra settori diversi un tempo non comunicanti, acquistano invece nuova vita e recuperano valore da restituire al territorio, contando anche sul ruolo delle aziende del settore idrico e ambientale come poli per connettere persone, idee e soluzioni verso un sistema di produzione più sostenibile.

Giovedì 8 Novembre ci saranno dei workshop organizzati dal Gruppo CAP, dove si potrà partecipare con prenotazione.

Tutte le iniziative potranno essere seguite anche  in maniera virtuale.

 

 


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Acqua

Giornata mondiale dell’acqua 2025: il tema è la Conservazione dei Ghiacciai

l 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua – World Water Day, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

Il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua 2025 è la Conservazione dei Ghiacciai. I ghiacciai sono fondamentali per la vita: la loro acqua di fusione è essenziale per l’acqua potabile, l’agricoltura, l’industria, la produzione di energia pulita e per ecosistemi sani. I ghiacciai che si sciolgono rapidamente stanno causando incertezza nei flussi idrici, con impatti profondi sulle persone e sul pianeta. Riduzioni globali delle emissioni di carbonio e strategie locali per adattarsi ai ghiacciai in ritirata sono essenziali.

I ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente che mai. Man mano che il pianeta si riscalda, il nostro mondo ghiacciato si riduce, rendendo il ciclo dell’acqua più imprevedibile. Per miliardi di persone, i flussi di acqua di fusione stanno cambiando, causando inondazioni, siccità, frane e innalzamento del livello del mare.

Innumerevoli comunità ed ecosistemi sono a rischio di devastazione. Mentre lavoriamo insieme per mitigare e adattarci ai cambiamenti climatici, la conservazione dei ghiacciai è una priorità assoluta. Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra per rallentare il ritiro dei ghiacciai. E dobbiamo gestire l’acqua di fusione in modo più sostenibile. Salvare i nostri ghiacciai è una strategia di sopravvivenza per le persone e per il pianeta.


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Acqua

Torino, a trent’anni dall’alluvione del Tanaro un dibattito sulla pianificazione e gestione dei rischi climatici

A Torino, Palazzo Madama ospiterà una nuova edizione del River Café sul Po, un evento che, a trent’anni dalla drammatica alluvione del Tanaro, riunirà cittadini ed esperti per un confronto sui temi della pianificazione territoriale e della gestione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. L’incontro è organizzato nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO, dedicato all’adattamento del distretto del fiume Po al clima che cambia.

(altro…)


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Acqua

A Valencia un disastro climatico porta 95 morti e dispersi imprecisati. E’ il più grande disastro naturale in Spagna

L’alluvione che ha colpito Valencia nel 2024 è stata un evento climatico di proporzioni drammatiche, causata dal passaggio di un fenomeno DANA (Depresión Aislada en Niveles Altos), noto in spagnolo come Gota Fria che ha riversato nella regione una quantità di pioggia senza precedenti.

In meno di 8 ore, si sono accumulati circa 445 millimetri di pioggia, una quantità che solitamente si raccoglie in un intero anno. Questo fenomeno ha trasformato le strade in fiumi, bloccato numerosi trasporti e causato vasti danni strutturali, con interruzioni nelle linee ferroviarie ad alta velocità e nella viabilità locale. I voli sono stati deviati e diverse aree risultano isolate o difficilmente raggiungibili.

Le immagini dell’alluvione mostrano scenari devastanti, con veicoli sommersi, edifici allagati e campi agricoli completamente devastati. La priorità attuale è il recupero dei dispersi e il ristabilimento dei collegamenti essenziali, mentre le previsioni meteorologiche mantengono un rischio di ulteriori precipitazioni nei giorni seguenti, aggravando ulteriormente la situazione​

La disastrosa alluvione che ha colpito la provincia di Valencia nel pomeriggio-sera di ieri, martedì 29 ottobre, è stata innescata da una serie di nubifragi autorigeneranti sviluppatisi all’interno della medesima depressione che nello scorso weekend aveva interessato il Nord-Ovest italiano con eventi alluvionali tra Savona e Genova, in Valle Bormida e in Toscana, e che poi, ormai isolata dal flusso perturbato principale delle medie latitudini (cut-off) è andata a localizzarsi intorno a Gibilterra. Il drammatico bilancio dell’evento è in continua evoluzione, per ora sono accertati 70 morti, ma i dispersi sono a decine.

Secondo AEMET, l’agenzia statale di meteorologia della Spagna, la precipitazione più intensa è stata registrata a Chiva, nell’entroterra 35 km a Ovest della costa di Valencia, con ben 491,2 mm in otto ore (pari alla media di un anno!), di cui 160 in un’ora. Si tratta di un valore tra i più elevati storicamente noti in Europa e nel bacino del Mediterraneo, all’incirca del medesimo ordine di grandezza dei 472 mm caduti in un tempo tuttavia ancora più breve (6 ore) il 25 ottobre 2011 a Brugnato (La Spezia), responsabili dell’alluvione delle Cinque Terre e della Val di Vara, e dei 496 mm piovuti sempre in 6 ore il 4 ottobre 2021 a Montenotte Inferiore (Savona), attuale record italiano su tale intervallo orario (precipitazioni tuttavia avvenute in territori mediamente abituati a ricevere e smaltire il triplo della pioggia annua di Valencia). Sono quantità che nessun territorio, anche se correttamente (e giustamente) manutenuto, può sopportare senza gravi conseguenze.

D’altra parte la Comunità Valenzana non è nuova a questo tipo di episodi, essendo anzi tra le zone maggiormente propense allo sviluppo di violenti nubifragi autorigeneranti in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, insieme alla Catalogna, al Midi francese (dove si parla di épisodes cévenols o méditerranéens) e alla Liguria, trovandosi alle spalle di un mare caldo che dispensa enormi quantità di energia e vapore acqueo per lo sviluppo dei sistemi temporaleschi, con la complicità di fattori orografici e dinamici locali. Un altro evento drammatico avvenne proprio a Valencia il 14 ottobre 1957 causando almeno 81 vittime per il violento straripamento del fiume Turia che attraversava la città, e di cui – a seguito dell’episodio – venne deciso lo spostamento dell’alveo di 3 km, a sud dell’area metropolitana, dove si trova attualmente.

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