Ambiente
BeeGreen – Festival della sostenibilità nel maggio 2018 nell’area metropolitana di Torino

Nel mese di maggio 2018 si svolgerà l’edizione zero di BeeGreen – Festival della sostenibilità, un ciclo di appuntamenti gratuiti aperti alla cittadinanza incentrati sul tema della sostenibilità ambientale che si terranno nell’area metropolitana torinese.
BeeGreen – Festival della sostenibilità intende riflettere sul tema della sostenibilità ambientale con i cittadini che vivono il territorio del capoluogo piemontese.
Attraverso una rassegna di incontri, laboratori, escursioni, proiezioni, conferenze e attività distribuiti nel mese di maggio il festival intende intrattenere in maniera attiva e partecipata, educare e sensibilizzare i partecipanti sulle tematiche della la mobilità sostenibile, le buone pratiche quali riuso e recupero, l’urgenza ambientale, il turismo responsabile e locale, la conoscenza e lo sviluppo dei territori in cui viviamo, le energie alternative e l’agricoltura urbana.
Ll progetto, che si sviluppa nei comuni di Torino, Alpignano, Avigliana, Druento, Grugliasco, Collegno, Rivalta, Venaria Reale, coinvolge 25 realtà tra associazioni, aziende private ed enti pubblici, e può fare affidamento sul patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, la collaborazione del social network greenApes.
L’inQubatore, attraverso il festival, intende creare una rete operativa con tutte le realtà che nel territorio piemontese condividono i principi della sostenibilità, aprendosi a nuove collaborazioni per le future edizioni. Ecco il programma!
IL PROGRAMMA
CONFERENZA STAMPA LUNEDÌ 23 APRILE ORE 17 – Casa dell’Ambiente, Corso Moncalieri 18 – Torino
PRIMA SETTIMANA | 1-6 MAGGIO 2018
VENTO: L’ITALIA IN BICICLETTA LUNGO IL FIUME PO
GIOVEDì 3 MAGGIO ORE 17,30 – Casa dell’Ambiente, Corso Moncalieri 18 – Torino
COSMESI E IMPATTO AMBIENTALE
VENERDÌ 4 MAGGIO ORE 18/20 – inQubatore Qulturale, Piazza Don Alberione – Venaria Reale
A cura di Solobioperte
TRA MUSICA E RIUSO
SABATO 5 MAGGIO ORE 15/17 – Via Regaldi 7 – Torino
A cura di Cooperativa Triciclo
HORTUS CONCLUSUS A PARCO DORA
SABATO 5 MAGGIO ORE 16 – Parco Dora, Via Nole 48 – Torino
A cura di Innesto
SWAP PARTY E CONSUMO CRITICO
DOMENICA 6 MAGGIO ore 14,30/18 – Via Petrella 28 – Torino
A cura di Re.te. Ong
CAMMINANDO NELLA STREET ART
DOMENICA 6 MAGGIO ORE 15,30 – Partenza dalla Chiesa di Sant’Alfonso, Corso Tassoni angolo via Cibrario – Torino
A cura di MAU – Museo d’Arte Urbana
SECONDA SETTIMANA | 7-13 MAGGIO 2018
LI-EVITIAMO: ALLEGGERIRE IL NOSTRO PESO SUL PIANETA, EVITANDO ERRORI COMUNI
MARTEDì 8 MAGGIO ORE 21-23 – Casa del Quartiere Barrito, Via Tepice, 23/C – Torino
A cura di Associazione Triciclo e Casa del Quartiere Barrito
LA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA
GIOVEDì 10 MAGGIO ORE 9,30 – 13,30 – Casa dell’Ambiente, Corso Moncalieri 18 – Torino
A cura di Casa dell’Ambiente
L’ECONOMIA DEL BENE COMUNE TRA GIOCHI DI RUOLO E DIBATTITI
GIOVEDì 10 MAGGIO DALLE 19 ALLE 21 – Rinascimenti sociali, Via Maria Vittoria 38 – Torino
A cura di Glocandia Onlus
L’AGROECOLOGIA IN PIEMONTE E NEL MONDO
VENERDì 11 MAGGIO ORE 9,30 – 13,30 – Casa dell’Ambiente, Corso Moncalieri 18 – Torino
A cura di Casa dell’Ambiente
IMPARA A RIPARARE LA TUA BICI!
SABATO 12 MAGGIO ORE 15/17 – Parco Sangone, Via Piossasco angolo via Pergolesi – Rivalta di Torino
A cura di BikeHub
LABORATORI TRA NATURA E BUONE PRATICHE
DOMENICA 13 MAGGIO ORE 9,30/16 – Fattoria Bucolica, via Colgiansesco 16 – Alpignano
A cura di A.360 e Associazione Comitato Genitori Alpignano
TERZA SETTIMANA | 14-20 MAGGIO 2018
SGONFIAMOCI IN MODO ECOSOSTENIBILE
MARTEDÌ 15 MAGGIO ORE 20/21,30 – Biobottega, Corso Adriatico 26 – Torino
A cura di Cucina in cambiamento
LI-EVITIAMO: ALLEGGERIRE IL NOSTRO PESO SUL PIANETA, EVITANDO ERRORI COMUNI
MARTEDì 15 MAGGIO ORE 21-23 – Casa del Quartiere Barrito, Via Tepice, 23/C – Torino
A cura di Associazione Triciclo e Casa del Quartiere Barrito
LA CUCINA ANTISPRECO
GIOVEDì 17 MAGGIO ORE 19/20,30 – inQubatore Qulturale, Piazza Don Alberione – Venaria Reale
A cura di Libricette.eu
POLVERI SOTTILI: È L’ORA DI CAMBIARE!
GIOVEDì 17 MAGGIO ORE 18/20 – Casa dell’Ambiente, Corso Moncalieri 18 – Torino
A cura di Legambiente Metropolitano
NORDIC WALKING NEL PARCO NATURALE LA MANDRIA
SABATO 19 MAGGIO ORE 16 – Parco Naturale La Mandria, partenza ingresso Ponte Verde, Viale Carlo Emanuele II 256 – Venaria Reale
A cura di A.S.D. Nordic Walking Venaria Reale
GLI INCONTRI TRA RISPARMIO ENERGETICO E BUONE PRATICHE
SABATO 19 MAGGIO ORE 14,30/18,30 – Ritrovo in Piazza del Popolo – Avigliana
A cura di Comune di Avigliana
LI-EVITIAMO: ALLEGGERIRE IL NOSTRO PESO SUL PIANETA, EVITANDO ERRORI COMUNI
DOMENICA 20 MAGGIO ORE 10/20 – Casa del Quartiere Barrito, via Tepice 23/C – Torino
A cura di Associazione Triciclo, Casa del Quartiere Barrito e Laboratorio Zip+
QUARTA SETTIMANA | 21-27 MAGGIO 2018
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E LA PERDITA DI BIODIVERSITÁ
MERCOLEDì 22 MAGGIO ORE 20,45 – Sala conferenze della Parrocchia Assunzione di Maria Vergine, Via Nizza 355 – Torino
A cura di Associazione Triciclo
LA BIOARCHITETTURA E LA FILOSOFIA EARTHSHIP
VENERDì 24 MAGGIO ORE 19/20,30 – Via Santa Maria Mazzarello 30 interno 23 – Torino
A cura di OffGrid Italia
IN BICI IN COMPAGNIA!
SABATO 26 MAGGIO ORE 16/19 – Partenza da inQubatore Qulturale, Piazza Don Alberione – Venaria Reale
A cura di Fiab Torino Bici &Dintorni
AGRICOLTURA E VERDE URBANO
DOMENICA 27 MAGGIO ORE 11,30/16 – Cascina Piemonte, Strada Castello di Mirafiori 42 – Torino
A cura di Coefficiente Clorofilla
LABORATORI TRA NATURA E BUONE PRATICHE: SECONDA PARTE
DOMENICA 27 MAGGIO ORE 9,30/16 – Ritrovo Piazzale Cimitero – Collegno
A cura di A.360 e Associazione Comitato Genitori Alpignano
QUINTA SETTIMANA 28 MAGGIO | 1 GIUGNO 2018
ANIMAZIONE PARCHI
30/31 MAGGIO E 1 GIUGNO ORE 16/19 – Grugliasco
A cura di Grugliasco Giovani
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Ambiente
Dossier Nevediversa 2025 di Legambiente: 265 gli impianti dismessiin Italia. Milano Cortina 2026 la sostenibilità è un obiettivo lontano

Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato e gennaio 2025 ha segnato un nuovo record come il mese più caldo di sempre. Dalle Alpi agli Appennini nevica sempre meno. Il campanello d’allarme arriva dal numero degli impianti dismessi ad alta quota, ma anche dall’aumento dei bacini di innevamento artificiale per “fabbricare” la neve. Bisogna ripensare il turismo invernale in una chiave più sostenibile replicando le buone pratiche di turismo dolce.
Nella Penisola sono 265 le strutture legate agli sci non più funzionanti, un dato raddoppiato rispetto al 2020 quando ne erano stati censiti 132. Piemonte (76), Lombardia (33), Abruzzo (31) e Veneto (30) sono le regioni ad oggi con più strutture dismesse e che risentono, insieme al resto della Penisola, di una crisi climatica che anche in montagna lascia sempre più il segno, con nevicate in diminuzione e temperature in aumento, e un turismo invernale che diventa più costoso e in alcuni casi di lusso a discapito del portafoglio e dell’ambiente. Aumentano anche i bacini di innevamento artificiale: 165 quelli mappati ad oggi in Italia tramite le immagini satellitari per una superficie totale pari a 1.896.317 mq circa. Il Trentino-Alto Adige è la regione con più bacini censiti (60), seguita da Lombardia (23), e Piemonte (23). La Valle D’Aosta, invece, conta 14 bacini ma primeggia in termini di mq, ben 871.832.
Dalle Alpi agli Appennini nevica sempre meno. Il campanello d’allarme arriva dal numero degli impianti dismessi ad alta quota, ma anche dall’aumento dei bacini di innevamento artificiale per “fabbricare” la neve. Nella Penisola sono 265 le strutture legate agli sci non più funzionanti, un dato raddoppiato rispetto al 2020 quando ne erano stati censiti 132. Piemonte (76), Lombardia (33), Abruzzo (31) e Veneto (30) sono le regioni ad oggi con più strutture dismesse e che risentono, insieme al resto della Penisola, di una crisi climatica che anche in montagna lascia sempre più il segno, con nevicate in diminuzione e temperature in aumento, e un turismo invernale che diventa più costoso e in alcuni casi di lusso a discapito del portafoglio e dell’ambiente. Aumentano anche i bacini di innevamento artificiale: 165 quelli mappati ad oggi in Italia tramite le immagini satellitari per una superficie totale pari a 1.896.317 mq circa. Il Trentino-Alto Adige è la regione con più bacini censiti (60), seguita da Lombardia (23), e Piemonte (23). La Valle D’Aosta, invece, conta 14 bacini ma primeggia in termini di mq, ben 871.832.
Sono 112 le strutture temporaneamente chiuse, mentre sono 128 quelle un “po’ aperte, un po’ chiuse”. Salgono a 218 gli impianti sottoposti ad “accanimenti terapeutici”, distribuiti in 36 comprensori, e più che raddoppiati rispetto al 2020 quando ne erano stati censiti 103. Il numero più alto in Lombardia (59), Abruzzo (47), Emilia-Romagna (34). Resta invariato, invece, il numero degli impianti smantellati e riusati, rispetto all’anno precedente, attestandosi a 31; salgano a 80 gli edifici fatiscenti censiti e sono 15 le storie di brutti progetti segnalati nel report. Il dossier di Legambiente allarga poi lo sguardo anche sulle Alpi francesi e svizzere attraverso l’analisi dei dati di Mountain Wilderness Francia. Ad aprile 2024 sono stati censiti 101 impianti abbandonati in 56 siti distribuiti sulle catene montuose francesi, mentre in Svizzera risultano dismessi da anni oltre 55 skilift e funivie. Segno che il turismo invernale è in crisi anche oltralpe.
A pesare sulla fotografia scattata da Nevediversa 2025 è la crisi climatica che impone un ripensamento del rapporto con la montagna, in quota e a valle. Per Legambiente servono in primis più azioni di mitigazione e adattamento e più finanziamenti per il turismo dolce, accompagnati da una migliore gestione del territorio replicando le buone pratiche. Le previsioni per i prossimi anni indicano inverni significativamente più caldi rispetto a oggi, con un conseguente calo delle nevicate. I dati della Fondazione CIMA illustrano chiaramente il grave deficit nevoso registrato al 13 febbraio 2025 rispetto alle medie storiche. Sulle Alpi nella fascia tra i 1000 e i 2000 metri, la riduzione dell’innevamento è del 71% e addirittura del 94% sugli Appennini. A quote più elevate, tra i 2000 ei 3000 metri, il deficit si attesta al 43% sulle Alpi e al 78% sugli Appennini, evidenziando una situazione critica soprattutto lungo la dorsale appenninica. Dati che evidenziano le difficoltà a cui vanno incontro gli impianti sciistici che, a causa della crisi climatica, hanno prospettive di sviluppo sempre più incerte. Sul sito del Ministero del Turismo, dall’inizio del governo Meloni, sono stati pubblicati avvisi riguardanti l’assegnazione e l’erogazione di contributi pari a ben 430 milioni di euro, destinati a compensare le perdite subite dai comprensori sciistici. Inoltre, fino al 2028, il Ministero continuerà a finanziare a fondo perduto le imprese che gestiscono impianti di risalita a fune.
Negli ultimi anni, gli impianti di neve artificiale sono diventati una spesa costante e cruciale per la sopravvivenza dei comprensori e per garantire la settimana bianca. Tra gli esempi simbolo citati da Legambiente nel report ci sono Veneto, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. A metà febbraio si è registrata una spesa di 2 milioni di euro per l’innevamento artificiale nelle aree montane del Bellunese dall’inizio della stagione. Nel caso del Sestriere, in Piemonte, in quattro anni la cifra spesa ha superato i 10 milioni di €. Per innevare i 125 chilometri di piste del Friuli-Venezia Giulia, il costo stagionale si aggira intorno ai 5.300.000 euro. Oltre alla spesa in conto capitale. Dall’altro lato salgono in Italia i costi della settimana bianca. Una famiglia di tre persone, stando alle ultime stime, quest’anno spenderà in media 186 euro al giorno solo per accedere agli impianti di risalita e alle piste. In aumento, secondo Federturismo, anche il costo di hotel (+5,1%), delle scuole di sci (+6,9%), i servizi di ristorazione (+8,1%). In sintesi, per una settimana bianca, un adulto spende in media 1.453 euro, mentre un nucleo familiare composto da due genitori e un figlio affronta una spesa di circa 3.720 euro.
Il report dedica poi un focus aggiornato sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. A un anno dall’evento sportivo, dove la sostenibilità resta un obiettivo lontano, continuano le difficoltà legate a opere faraoniche, ritardi e costi alle stelle. Partite con un budget di 1,5 miliardi di euro, ad oggi i costi sono saliti a 5,7 miliardi di euro. Riguardo le opere previste molte rischiano di non essere completate tra queste anche le varianti della Val Boite. Continua il monitoraggio sulle opere da parte delle associazioni della Rete Open Olympics. Intanto resta alta l’incognita neve 2026.
Da Cortina alle Cime di Lavaredo, per arrivare a Roccaraso, l’overtourism colpisce Alpi e Appennini a cui il report dedica un approfondimento corredato da interviste ad esperti. Le mete alpine, in particolare, stanno vivendo anche l’espansione del turismo del lusso come sta accadendo a Cortina. Sempre più riservata a un’elitè di ricchi, Cortina sta diventando una “scuola di gentrificazione, dove ci si trova estranei nella propria terra”. Come spiega il professore Alberto Lanzavecchia dell’Università di Padova, “le proprietà non vengono acquistate dagli italiani, ci sono investitori stranieri, oggi solo un terzo degli alberghi è gestito da famiglie di residenti. L’offerta turistica diventa più costosa ed espelle le famiglie italiane, che non possono godere più di quella valle”.
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Ambiente
Prosegue il Progetto Bee Friends – Pollinator Garden nei territori limitrofi al Bioparco ZOOM Torino

Anche nel 2025, la Fondazione ZOOM, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, continua il suo impegno a favore dei comuni piemontesi limitrofi al Bioparco ZOOM, con il progetto Bee Friends – Pollinator Garden. (altro…)
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Ambiente
E’ morto a 90 anni Fulco Pratesi , fondatore del WWF Italia di cui è stato a lungo presidente

E’ morto a Roma a 90 anni Fulco Pratesi : architetto, giornalista, autore, disegnatore, fondatore del Wwf Italia di cui è stato a lungo presidente.
Il WWF Italia piange la scomparsa del suo padre fondatore e si stringe con commozione alla famiglia Pratesi. La moglie Fabrizia si era spenta meno di 5 mesi fa, il 4 ottobre 2024 Fulco Pratesi lascia 4 figli, 6 nipoti e una pronipote. Grazie a Fulco Pratesi l’ecologia è entrata nelle case degli italiani, il suo amore smisurato per la natura ha avviato una vera e propria rivoluzione culturale da cui è nato il movimento ambientalista italiano.
Conoscere, amare e difendere la natura. Queste tre semplici regole ci aiuteranno a vivere in armonia
https://www.youtube.com/watch?v=9hg41_d9Z8A&feature=youtu.be
Il ricordo di Fulco Pratesi dal WWF Italia
Fulco Pratesi, nato a Roma nel 1934 e presto sfollato nella prima infanzia con la famiglia nella proprietà di campagna nel viterbese, è entrato presto a contatto con la natura. Fin da piccolissimo s’innamorò degli animali e del disegno. Dopo un’infatuazione giovanile per la caccia, convertì il suo interesse per la natura e gli animali nella conservazione. La sua seconda vita iniziò nel 1963, nelle foreste dell’Anatolia, in Turchia, dove si era recato a caccia. Gli si parò di fronte un’orsa con tre piccoli. Fu un incontro “folgorante” come lui stesso lo ha definito tante volte. Un incontro che gli fece cambiare totalmente prospettiva. Tornato in Italia, vendette il fucile e acquistò una macchina fotografica. Presto, si convertì all’amore incondizionato per tutte le forme viventi e decise di impegnarsi per la conservazione, tanto da abbandonare la professione di architetto. Saputo della nascita del World Wildlife fund in Svizzera, li contattò per far nascere la sezione italiana. “Ma dovrà trovare lei i soldi necessari al progetto” fu la risposta. Con famiglia e già 4 figli, non era facile. Riuniti alcuni amici illuminati nel suo studio di architetto, nacque nel 1966 il WWF Italia, con pochi soldi e tanto entusiasmo. Entusiasmo che è rimasto sempre stato il suo tratto distintivo fino agli ultimi giorni della sua vita.
Fondamentale il suo contributo alla definizione e approvazione di leggi fondamentali per la tutela della natura italiana, dalla della legge 157 sulla fauna a quella sui parchi del 1991. Ma il suo orgoglio più grande erano le oltre 100 Oasi del WWF che amava e conosceva una per una. Fulco Pratesi ha reso migliore il nostro Paese per tutti questi motivi e tanti altri, a cominciare dalla grande vocazione alla divulgazione: storico collaboratore del Corriere della Sera, ha pubblicato una dozzina di libri e curato decine di pubblicazioni anche per ragazzi, trasmettendo la sua grande passione per piante e animali a milioni di italiani attraverso testi accattivanti e disegni dal tratto unico. Ha viaggiato in tutto il mondo, dall’India all’America latina, e tutti i suoi incontri con la natura sono documentati nei suoi inseparabili taccuini.
Seppe fare quello che solo i grandi sanno fare: trasformare un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali allora braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata. Con un vero e proprio atto di coraggio, con pochi soldi in cassa (i primi soci si erano autotassati), la prima azione del neonato WWF Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi di protezione e del “modello Oasi”, che contraddistingue il WWF Italia dagli altri WWF nel mondo. Oggi le aree gestite o di proprietà sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura. Fondamentale è stato anche il suo contributo alla nascita del sistema dei Parchi nazionali, attraverso studi, piani e la spinta all’approvazione della legge quadro sulle aree protette del 1991. Sempre, gettando il cuore oltre l’ostacolo: come quando, nel 1985, l’Associazione raccolse oltre 600 milioni di lire – con un vero e proprio crowdfunding ante litteram – per l’acquisto dell’area di Monte Arcosu, con l’obiettivo di salvare il cervo sardo dal bracconaggio e dall’estinzione.
La sua vita racconta la storia della nostra Associazione. Proverbiali le sue battaglie contro la caccia (per impedire ai cacciatori di entrare nei fondi privati), che lo portarono a ricevere insulti e minacce. Ma anche per la salvaguardia delle creature marine, dai cetacei alla foca monaca, dalle reti spadare. Aveva una grande passione per i piccoli uccelli e per gli ambienti di palude, considerati malsani dai più e invece visti da Fulco, giustamente, come ecosistemi ricchissimi di biodiversità. Da tutelare. In natura passava ore a osservare gli uccelli e a comporre i primi schizzi per i suoi acquerelli. “Se considereremo la natura e il nostro Pianeta come un posto da conquistare e dominare, allora sarà la nostra fine” ha ripetuto nell’ultima intervista.
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